Uorscià - L'angolo delle parole
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Re: Uorscià - L'angolo delle parole
Un'occhiatina al vocabolario on-line della Treccani per il nuovo topic sul timone...
timóne (ant. temóne; poet. ant. tèmo) s. m. [lat. tēmo -ōnis].
3. a. In marina, il principale organo per il governo di navi e imbarcazioni che, nella sua forma più semplice,
è costituito da una pala (di legno, di acciaio, di vetroresina) facente corpo con un albero verticale (asse o f
usto) collegato generalmente a cerniera col dritto di poppa, così che, imprimendo alla pala una rotazione di
un certo angolo rispetto al piano longitudinale dell’imbarcazione (angolo del t.), l’azione dell’acqua sulla
superficie laterale della pala determina un movimento di evoluzione del natante rispetto al suo centro di gravità
che lo fa «accostare» (cioè girare), quando è in moto, dalla stessa parte in cui è orientata la pala.
Per consentire il movimento di rotazione, la pala (il cui bordo posteriore prende il nome di spalla) e l’asse sono
rinforzati da staffe metalliche (bandelle) recanti alla loro estremità dei cardini (agugliotti) che trovano alloggio
in altrettante ghiere (femminelle) fissate al dritto di poppa (o dritto del t.); la parte superiore dell’asse, che
termina con un rinforzo (testa), può essere esterna al dritto di poppa, oppure attraversarlo in un apposito foro
(losca) e presentarsi internamente alla volta di poppa; il momento torcente della manovra può essere applicato
alla testa mediante una barra nelle piccole imbarcazioni, oppure, in quelle di grandi dimensioni, mediante una
ruota con raggi sporgenti (t. a ruota) abbinata a un meccanismo (agghiaccio) che amplifica la forza applicata
alla ruota stessa. Tipi particolari sono il t. compensato, in cui, al fine di diminuire lo sforzo necessario alla
manovra, si fa coincidere il più possibile l’asse di rotazione con la mezzeria della pala, ricavando in questa una
parte anteriore (compenso) che tende a equilibrare lo sforzo della parte posteriore; il t. a doppio fasciame o a
dislocamento, a forma di piccola carena, costituito da una intelaiatura interna di profilati ricoperta con fasciame
di lamiere come uno scafo. T. a vento, denominazione corrente di un servomeccanismo destinato a mantenere
l’andatura di un’imbarcazione a vela (a differenza del «pilota automatico» che invece mantiene la rotta) senza
l’intervento del timoniere: è costituito da una banderuola che, una volta orientata nella direzione del vento,
trasmette al timone cui è collegata le eventuali variazioni intervenute nell’assetto rispetto al vento (in seguito
a raffiche, a colpi di mare, ecc.) per la compensazione automatica e il ripristino dell’andatura (v. fig. a p. 542).
timóne (ant. temóne; poet. ant. tèmo) s. m. [lat. tēmo -ōnis].
3. a. In marina, il principale organo per il governo di navi e imbarcazioni che, nella sua forma più semplice,
è costituito da una pala (di legno, di acciaio, di vetroresina) facente corpo con un albero verticale (asse o f
usto) collegato generalmente a cerniera col dritto di poppa, così che, imprimendo alla pala una rotazione di
un certo angolo rispetto al piano longitudinale dell’imbarcazione (angolo del t.), l’azione dell’acqua sulla
superficie laterale della pala determina un movimento di evoluzione del natante rispetto al suo centro di gravità
che lo fa «accostare» (cioè girare), quando è in moto, dalla stessa parte in cui è orientata la pala.
Per consentire il movimento di rotazione, la pala (il cui bordo posteriore prende il nome di spalla) e l’asse sono
rinforzati da staffe metalliche (bandelle) recanti alla loro estremità dei cardini (agugliotti) che trovano alloggio
in altrettante ghiere (femminelle) fissate al dritto di poppa (o dritto del t.); la parte superiore dell’asse, che
termina con un rinforzo (testa), può essere esterna al dritto di poppa, oppure attraversarlo in un apposito foro
(losca) e presentarsi internamente alla volta di poppa; il momento torcente della manovra può essere applicato
alla testa mediante una barra nelle piccole imbarcazioni, oppure, in quelle di grandi dimensioni, mediante una
ruota con raggi sporgenti (t. a ruota) abbinata a un meccanismo (agghiaccio) che amplifica la forza applicata
alla ruota stessa. Tipi particolari sono il t. compensato, in cui, al fine di diminuire lo sforzo necessario alla
manovra, si fa coincidere il più possibile l’asse di rotazione con la mezzeria della pala, ricavando in questa una
parte anteriore (compenso) che tende a equilibrare lo sforzo della parte posteriore; il t. a doppio fasciame o a
dislocamento, a forma di piccola carena, costituito da una intelaiatura interna di profilati ricoperta con fasciame
di lamiere come uno scafo. T. a vento, denominazione corrente di un servomeccanismo destinato a mantenere
l’andatura di un’imbarcazione a vela (a differenza del «pilota automatico» che invece mantiene la rotta) senza
l’intervento del timoniere: è costituito da una banderuola che, una volta orientata nella direzione del vento,
trasmette al timone cui è collegata le eventuali variazioni intervenute nell’assetto rispetto al vento (in seguito
a raffiche, a colpi di mare, ecc.) per la compensazione automatica e il ripristino dell’andatura (v. fig. a p. 542).

Ste-

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Re: Uorscià - L'angolo delle parole
conflitto [con-flìt-to] s.m.
1 Combattimento, scontro armato; estens. guerra
2 fig. Opposizione, contrasto: c. di interessi; discordia: essere in c. con i genitori
3 dir. Contrasto tra autorità politiche, giudiziarie o amministrative: c. giurisdizionale
• sec. XIV
dizionario
mi pare troppo sintetica come descrizione...
1 Combattimento, scontro armato; estens. guerra
2 fig. Opposizione, contrasto: c. di interessi; discordia: essere in c. con i genitori
3 dir. Contrasto tra autorità politiche, giudiziarie o amministrative: c. giurisdizionale
• sec. XIV
dizionario
mi pare troppo sintetica come descrizione...


Ransie-

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Re: Uorscià - L'angolo delle parole
Questa per gli italiani è un inglesismo... ma per gli inglesi è un latinismo.
implementare v. tr. [adattam. dell’ingl. (to) implement, der. del lat. implere «riempire, condurre a termine»] (io impleménto, ecc.).
1. Adempiere, completare, perfezionare: i. un accordo, un contratto e sim.; dare pratica realizzazione a un piano, a un progetto.
2. Con accezione partic., in informatica, allestire un sistema o una procedura a partire dagli studî preliminari fino alla sua messa in
opera definitiva, attraverso le fasi intermedie di programmazione e prova.
Oltre al presente verbo e al sost. implementazione (v. la voce), sono stati introdotti dall’ingl. in alcuni linguaggi settoriali anche il s. m.
impleménto e gli agg. implementale, implementare (ingl. implement, implemental, implementary).
( Fonte: Treccani)
implementare v. tr. [adattam. dell’ingl. (to) implement, der. del lat. implere «riempire, condurre a termine»] (io impleménto, ecc.).
1. Adempiere, completare, perfezionare: i. un accordo, un contratto e sim.; dare pratica realizzazione a un piano, a un progetto.
2. Con accezione partic., in informatica, allestire un sistema o una procedura a partire dagli studî preliminari fino alla sua messa in
opera definitiva, attraverso le fasi intermedie di programmazione e prova.
Oltre al presente verbo e al sost. implementazione (v. la voce), sono stati introdotti dall’ingl. in alcuni linguaggi settoriali anche il s. m.
impleménto e gli agg. implementale, implementare (ingl. implement, implemental, implementary).
( Fonte: Treccani)

Ste-

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